Ireneo Leguisamo, fantino leggendario

Ireneo Leguisamo
Com'è bello scoprire queste figure affascinanti del passato! E poi saltano fuori nei modi più impensati! Ad esempio, oggi vi racconto di come ho scoperto il leggendario fantino Leguisamo, scomparso quando io avevo un anno (ecco perché non lo conoscevo). Sabato sera, dopo vari tentativi, siamo riusciti a prenotare in un meraviglioso agriturismo incastonato fra le montagne cuneesi: chi avrebbe mai detto che il gestore di un posto del genere fosse argentino?
Al termine della cena, ci ha proposto di assaggiare un liquore argentino, il Legui. Mi ha subito colpita l'etichetta, con l'illustrazione di una corsa di cavalli. Cosa c'entrano i cavalli col liquore? In questo caso i cavalli c'entrano con tutto, perché Leguisamo, detto "il polpo" oppure "Legui", ha ispirato poeti e perfino la composizione di un tango ("Leguisamo solo", di Carlos Gardel). Mica da ridere.
Come ha fatto? Sappiate che Leguisamo ha avuto una carriera di 52 anni, partecipando a 12.700 corse e vincendone 3.200: l'ultima vinta, a 70 anni.
Capito che tempra?
Purtroppo su Wikipedia la biografia di Ireneo Leguisamo si trova solo in lingua spagnola, ma vi consiglio comunque di dare un'occhiata.

Jeff Beck in concerto al festival 10 giorni suonati di Vigevano

Jeff Beck in concerto al festival 10 giorni suonati di Vigevano
di Filippo Cosentino

Sì, la odio

Barolo vs. Brunello


 Domenica pomeriggio il mio musico ed io abbiamo partecipato alla nostra prima degustazione di vino e formaggi (questo per noi è il mese delle degustazioni!). Si trattava del terzo ed ultimo appuntamento dei Dialoghi sul Barolo, organizzati da GoWine al WiMu di Barolo nell'ambito della serie di eventi dedicati al "re dei vini", io Barolo. La degustazione di Barolo e Brunello di Montalcino è stata condotta dal bravissimo Ian D'Agata e ha fatto un bell'intervento anche il giornalista Sergio Miravalle, che tiene su La Stampa la rubrica Giro di vite.
Al termine, degustazione di ottimi formaggi (Bra, pecorino di Pienza e tuma di Murazzano) a cura di Paolo Stacchini, che è un mio collega in quanto collaboratore di Gazzetta d'Alba, e degustatore Onaf. Mi state invidiando abbastanza?
No, beh, ma che domande! Certo, che ha vinto il Barolo! ;-)
Ah, dimenticavo. Volevo dirvi una cosa, che è poi la conclusione della spiegazione di D'Agata, che io ho condiviso. La questione è che la conoscenza - in questo caso dei prodotti alimentari, ma non solo - è l'unica cosa che difende noi consumatori dalle frodi; quindi diventa quasi un dovere per tutti noi cercare di aumentare le nostre competenze nei vari settori.

Io dico NO alla censura preventiva della rete

Amici, sta accadendo una cosa gravissima... Tra dieci giorni la Rete sarà sottoposta ad una ignominiosa censura da parte dell'AgCom!
L'AgCom ha respinto l'appello delle associazioni dei consumatori e tra dieci giorni partirà la nuova normativa contro la Rete che prevede -unico caso in Europa - il blocco dei siti che violano il copyright e la rimozione selettiva dei contenuti dei siti web.
Lo scenario che si prospetta è quantomeno inquietante. Qualsiasi sito che venga sospettato di infrangere il copyright - non importa se blog, banca dati, forum o altro - verrà eliminato entro 48 ore senza che il proprietario abbia modo di difendersi davanti un giudice o dimostrare la legittimità dei contenuti caricati sul sito. In tutti i casi quindi di “uploading” di contenuti su internet, su qualsiasi piattaforma, anche di condivisione, l’Autorità, in caso di sospetta violazione, potrà operare il procedimento di cancellazione o di inibizione mediante il blocco dell’indirizzo IP o del Domain Name Systems.
La cosa, se possibile, ancora più grave è che qualsiasi contenuto diventa potenzialmente pericoloso: una foto di un'opera d'arte, un filmato personale ma con una musica di sottofondo, la citazione di una poesia d'autore...
Capite che un provvedimento del genere equivarrebbe a mettere il bavaglio alla Rete, privando ognuno di noi della libertà di pubblicare ciò che si vuole senza nemmeno potersi difendere in caso di violazione (anche senza dolo).

Come dobbiamo fare per controbattere:

1) Firmare la petizione su Sito non raggiungibile e su Avaaz

2) Condividere su Facebook e Twitter questo articolo edito su La stampa

3) Scrivere qualche riga sui vostri blog

4) Esporre il logo dell'iniziativa

E' necessario che i nostri blog facciano da "cassa di risonanza" per diffondere questa notizia e mobilitare il popolo della rete contro questo ennesimo attentato alla libertà di parola.

Per ulteriori info:

- Articolo su La Stampa
- Sito non raggiungibile
- Agorà Digitale

Via Japan the Wonderland

A Cuneo un'IsoladiMondo

Camminando per via Roma sono stato immerso in una miriade di colori, nel frastuono di voci e musica folklorica, il naso sfuggiva alla mia volontà cercando profumi e odori d'ogni origine; ma ciò che ha reso la giornata speciale sono stati i sorrisi di questa gente ansiosa di far conoscere il proprio popolo agli altri, fieri di alzare la loro bandiera al cielo e di gridare il motto nazionale. Fra tutte quelle rappresentate mi sono interessato a quei Paesi che ancora oggi vivono in regime di allarme, guerra o integralismi.

Quali? Isole Filippine, Eritrea, Etiopia, Burkina Faso, Bangladesh e Palestina. Problemi comuni sono le guerre di religione - penso alle Filippine e al Bangladesh: due stati radicalmente diversi. Le Filippine sono a maggioranza cristiana seppur con diverse confessioni e ancora oggi vivono in contrasto con la minoranza islamica ramificata su tutto il territorio. Discorso diverso per il Bangladesh: a maggioranza islamica è in aperto conflitto politico con l'India a causa anche qui di divergenze religiose. Il Bangladesh è uno stato assai povero e distrutto ciclicamente dai monsoni. Le controversie con l'India nascono per motivi politico-geografici (scontri con l'India e Pakistan), idrologici - a scatenare la vicenda è stata anche la cotruzione di una diga da parte dell'India che secondo i vicini devìa il flusso naturale di alcuni fiumi - infine religiosi. I problemi legati alla povertà accomunano il Bangladesh al Burkina Faso, passiamo così in Africa - culla del mondo e della cultura, della genetica e della storia antica di tutti noi. Studiando questo continente capiremo e capiremmo meglio noi stessi. Ne fanno fede le manie di grandezza di dittatori apparsi su tutto il territorio, sia sub che nord-sahariano.

Al nord penso all'Algeria e al Marocco di un tempo: oggi all'Egitto. Al sud ricollegandomi alla festa di sabato penso all'Eritrea e all'Etiopia. Due Stati confinanti ma con storie molto diverse e legate da un passato e un presente - penso al delirio di onnipotenza di un leader etìope - coloniale che oggi rende l'Eritrea un territorio non libero.

Chiudo con la Palestina: non cado nel facile gioco delle parti e non racconterò la nascita dello Stato di Israele e le guerra con la Lega Araba; in sostanza non commento la difficile situazione che si vive da più di cinquant'anni. Voglio scrivere della bandiera che credo esprima meglio di altre la voglia di appartenere ad un territorio, ad una cultura, ad una Nazione. La bandiera palestinese ci racconta del sangue dei patrioti versato per e in difesa del proprio popolo, dei lutti delle famiglie che hanno perso i cari nelle battaglie, del legame con il mondo arabo e della pace. Non facciamoci confondere dagli integralismi e dai titoli dei giornali. Come ogni popolo anche questo cerca la Pace.

Perché concludo con questo? A differenza delle altre bandiere, quella Palestinese era portata da un ragazzino e un altro bimbo portava un foglio con la scritta "Fratelli d'Italia": allora lì per lì ho pensato alla canzone del Piave: "Sul patrio suol vinti i torvi Imperi, la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!". Riflettiamo noi gente di quello che definiamo il primo mondo...tutte queste persone di cui ho raccontato in maniera troppo breve le vicende delle proprie nazioni avevano l'argento vivo neglio occhi, sorrisi giganti e un desiderio inesauribile di vita. Pensiamoci!

Cosa dicono i miei sandali di me?

I miei nuovi sandali
Sì, proprio questi, i miei nuovi sandali di Sete di Jaipur (tant per cambiè!, si dice dalle mie parti). Parlano di me? Certo, dicono molto di me, dei miei gusti, di come vivo la mia vita. Una volta un amico mi ha definita inequivocabile. Altri mi hanno fatto notare che sono una persona ricca di semi (vedi: semiotica).
Occupandomi di comunicazione, devo ammettere di essere affascinata da ciò che di noi traspare attraverso l'atteggiamento corporeo, la voce, ma anche attraverso i vestiti che indossiamo e gli oggetti di cui ci circondiamo (nel mio caso, sono un'infinità e ognuno sembra animato, come se avessi intorno sempre un piccolo zoo o vivessi in un cartoon).
Mettiamo tutto ciò insieme alla mia smodata passione per le calzature ed è evidente perché la curiosità mi si è subito alzata a livelli di allerta quando ho letto su Style.it l'articolo Cosa dicono le tue scarpe di te?
La copertina del libro
L'articolo presenta un libro, Hai le scarpe giuste per chiedere un aumento? Impara ad usare a tuo vantaggio il linguaggio non verbale, di Judi James con James Moore, che mi pare molto interessante; non dovrebbe parlare infatti solo di scarpe adatte alle varie occasioni, anzi "passa in rassegna l'intero guardaroba, ma anche la casa, i mezzi di trasporto, e molti altri aspetti della vita quotidiana per svelarne i retroscena psicologici", scrive la giornalista di Style.it.
Non sarebbe cosa da poco.
Appena esco dall'ufficio, corro in libreria!

Semmelweis: il Salvatore delle Madri

Ignác Fülöp Semmelweis
Per la precisione, più che di sanità, qui parliamo di storia della medicina. La figura di Semmelweis, per la verità non molto conosciuta al di fuori dell'ambiente medico, è molto interessante; per non dire scioccante, perché a lui si deve l'invenzione del lavarsi le mani. Ma andiamo con ordine, così vi spiego meglio e potrete stupirvi anche voi.
Ignác Fülöp Semmelweis, medico ungherese, era ossessionato dall’elevato numero di decessi delle partorienti per febbre puerperale e soprattutto assillato dalla sconcertante rilevazione che il numero delle morti era di molto superiore nella clinica di Klein che non nella seconda divisione diretta dal dottor Bartch, dove a far partorire le donne erano le ostetriche. Continuava a praticare autopsie sui cadaveri delle donne riscontrando quadri anatomo-patologici sempre uguali. Raccolse dati sulla mortalità delle puerpere per febbre in città, in campagna ed in ospedale: emerse che la mortalità era maggiore in ospedale.
Semmelweis giunse ad un'ipotesi, straordinaria per l'epoca: la febbre puerperale è una malattia che viene trasferita da un corpo all'altro a seguito del contatto che i medici e gli studenti presenti in reparto hanno prima con le donne decedute (su cui praticano autopsia) ed immediatamente dopo con le partorienti che vanno a visitare in corsia. Era una teoria sconvolgente per i tempi. Per dimostrarla il giovane Semmelweis mise in atto una banale disposizione: tutti coloro che entravano nel Padiglione I sarebbero stati obbligati a lavarsi le mani con una soluzione di cloruro di calcio. A questo aggiunse la disposizione che tutte le partorienti cambiassero le lenzuola sporche con altre pulite. I fatti gli diedero immediatamente ragione. Era il maggio 1847.
Nell'anno 1846, su circa 4.000 puerpere ricoverate presso il Padiglione I ne erano morte 459 (pari all'11%) per febbre puerperale. Nel 1847, dopo l'adozione del lavaggio delle mani con cloruro di calcio, su 3.490 pazienti ne morirono 176 (pari al 5%) e l'anno successivo la percentuale si attesterà intorno all'1%, la stessa da sempre del Padiglione II. Da qui il soprannome di Salvatore delle Madri.
Se siete abbastanza colpiti e volete approfondire l'argomento, visitate la voce di Wikipedia dedicata a Ignác Fülöp Semmelweis.

Never ending tour, Bob Dylan infinito

Never ending tour, Bob Dylan infinito
di Filippo Cosentino

La "battuta al coltello di fassone" di Masayuki Kondo

Lo chef Masayuki Kondo
Vi rimando nuovamente al sito di Donna Moderna, ma questa volta per segnalarvi la ricetta di uno dei miei piatti preferiti, la battuta al coltello di fassone, tipica delle mie parti, presentata da Masayuki Kondo, lo chef della Locanda del Pilone di Madonna di Como ad Alba.
Eccola: Battuta al coltello di fassone piemontese

When the saints go marchin' in - Filippo Cosentino


Solo un uomo... (attenzione: questo è un post femminista)

Vanessa Incontrada
Soltanto un uomo potrebbe tirare fuori per l'ennesima volta la storia dell'aumento di peso quando era incinta, intervistando Vanessa Incontrada (su Donna Moderna); ma lei, probabilmente facendo partire un nastro registrato, risponde ancora una volta che non si possono fare campagne contro l'anoressia se poi i media si scagliano così contro una - stupenda, permettetemi - donna di spettacolo che mette su qualche chilo in gravidanza.
Ma solo un uomo, come ultima domanda, subito dopo la precedente, poteva ancora chiederle se quando è ingrassata non abbia avuto paura di essere tradita.
Ometto pietosamente il nome del genio in questione.
E altro che "donna moderna"...

Ben Harper torna in Italia con cinque concerti

Ben Harper torna in Italia con cinque concerti
di Filippo Cosentino

Una rosa per me?

Coglierò per te
l'ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l'hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
E' un ritratto di te a trent'anni,
un po' smemorata, come tu sarai allora.


"La rosa bianca" di Attilio Bertolucci

Nostalgia canaglia

Un anno fa eravamo in tournée nel Regno Unito... che avventura!

Il mio servizo sulla tournée in U.K. per Gazzetta d'Alba

Pomeriggio al Raduno Collinare delle Arti di Strada

Me in versione regista
Per la prima volta ieri sono stata al Raduno Collinare delle Arti di Strada, organizzato da Il Ciabotto, giunto quest'anno alla settima edizione. Quanto mi sono pentita di non esserci andata negli anni scorsi!!!
Per la verità non sono un'amante delle arti di strada (forse oggi meglio dire: non ero), ma la manifestazione è davvero eccezionale: gli artisti erano tutti bravissimi e c'era davvero un sacco di gente nella meravigliosa cornice del belvedere e della piazza centrale di Verduno.
Il concerto di Fil (vedi foto) è andato benissimo e abbiamo anche conosciuto tanti pazzi artisti simpatici (su tutti, il Folletto Graziano, gli altri non me ne vogliano!).
Quindi, nonostante la punturazza di vespa che mi sono beccata arrivando a Verduno, unico neo della giornata, posso dirvi che nei prossimi anni non mancherò l'appuntamento!

Concerto di Filippo Cosentino a Verduno

Stasera, dalle 19.30, Filippo Cosentino si esibira` a Verduno nel belvedere in occasione del 7° Raduno Collinare delle Arti di Strada. Vi aspettiamo!!
Info su http://www.filippocosentino.com/
Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

Montagna

"Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dira`."
San Bernardo di Chiaravalle
Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

Pregi e difetti del sorriso

More about La timidezza"I bambini inibiti sono assai più spesso privi di espressione e appaiono molto tranquilli rispetto ai bambini non inibiti. Inoltre, sorridono e ridono molto di meno. Questo è un bene e un male allo stesso tempo. E' un bene per i timidi non sorridere tanto, perché il sorriso attira l'attenzione degli altri e, come si sa, l'attenzione degli altri provoca molto imbarazzo ai timidi. Inoltre, il sorriso è un chiaro segnale di disponibilità all'avvio di un'interazione. Sorridendo poco, i timidi si proteggono da intrusioni poco gradite da parte di estranei. L'altra faccia della medaglia è che se si limitano al massimo le interazioni sociali con persone che non si conoscono, si hanno anche poche possibilità di capire che solo molto raramente gli esseri umani sono pericolosi e che quasi mai meritano tutta la paura che provocano al primo incontro".
Da "La timidezza" di Giovanna Axia

Adele, da Londra alla conquista del mondo

Adele, da Londra alla conquista del mondo
di Filippo Cosentino

Che cos'è il jazz

Ieri pomeriggio ho partecipato al mio primo stage di canto jazz (presso Associazione Milleunanota, con la bravissima cantante Elisa Marangon): è stato moooolto interessante!
Ma soprattutto Elisa mi ha fatto scoprire un divertentissimo video in cui Checco Zalone spiega che cos'è il jazz. Spero che piaccia anche a voi!

Pat Metheny plays covers

Pat Metheny plays covers: è uscito "What it's all about"
di Filippo Cosentino

Dolce, salato, amaro, aspro o... umami?

Fonte: dalla rete
Perché nella vita ci vogliono quei momenti che ti fanno rendere conto che, sì, hai studiato tanto, hai fatto un sacco di esperienze, ma alla fine continui a sguazzare nell'ignoranza. Sgrunt! Nel mio caso, ieri sera, alla prima delle serate del corso di degustazione di birra alla Birroteca Terzo Tempo, cosa salta fuori? Che i gusti non sono quattro, come pensavo. Infatti, oltre a dolce, salato, amaro e aspro, ecco che spunta l'umami. La mia sorellina, nonché esperta personale di giapponese, risponde a un mio sms interrogativo dicendo che umami in giapponese significa sapore. Ma poi, scava scava, viene fuori che non è proprio tutto qui, che ci si riferisce a un sapore tipico di alcune materie prime (ognuno me ne ha detta una diversa, quindi non posso fare altro che dirvi: alghe, carne, farina, ma senza capire che cosa le leghi). E voi, conoscete l'umami? Lo sapete distinguere? Pare che gli orientali ci riescano molto meglio di noi. Meglio di me, di sicuro!
Vedi anche Wikipedia - Umami

I love Love Nature

Oggi diamo il via alle danze con un post rivolto alle mie lettrici femminucce, possibilmente "eco-romantiche": è nata Love Nature, la prima marca di costumi da bagno e lingerie che rispetta l'ambiente. I prodotti Love Nature sono tutti fatti con tessuti biologici, anallergici e naturali, e sono davvero bellissimi!
Questa è una di quelle notizie che non solo mi fanno sentire meno in colpa quando degenero nello shopping, ma anzi guardate, stavolta mi sento proprio di fare del bene alla natura! ;-)

James Taylor: a Venezia l'unica data italiana

James Taylor: a Venezia l’unica data italiana | MelodicaMente
di Filippo Cosentino

Orgoglio italiano

Finalmente posso dirlo: sono orgogliosa, sono davvero fiera di far parte di questo popolo che si è mosso in massa per fare sentire la propria voce!
Questo è il vero patriottismo!
E sono felice perché l'era di internet oggi ha definitvamente scalzato l'era della televisione, e nell'era di internet la democrazia vince!

Immagine da: Pride - Emoticons From Italian Cinema

We can do it!

Mentre attendiamo fiduciosi la conferma, inizio a raccontarvi un'esperienza imprevista che ho avuto l'occasione di fare ieri mattina. Mi trovavo per altre ragioni in provincia di La Spezia, quando ho scoperto che lì era ormeggiata, e visitabile, l'Amerigo Vespucci. Che emozione! La passione per le barche l'ho ereditata da un papà modellista, ed entrambi abbiamo preso qualche anno fa la patente nautica, solo per amore della materia (in pratica non abbiamo, e non abbiamo mai avuto nessuna barca!). Allora sono andata al porto di La Spezia e sono salita sulla magnifica imbarcazione che avevo visto varie volte solcare i mari, dalla riva. E' stato anche molto interessante, dopo la Vespucci, poter visitare la Nave Sapri, cacciamine i cui marinai ci hanno spiegato bene l'attività. Le barche sono proprio dei sogni...

Tornando per...

Cari amici,
Sono fra quelli che stanno tornando a casa di corsa dal week-end per andare a votare! Forza, fate come me! Mettiamocela tutta!!!

Serata di degustazione birre

Fonte: dalla rete
I ragazzi della Birroteca Terzo Tempo organizzano per martedì 14 giugno, alle 20, una serata di degustazione di birre: un'ottima occasione per approcciarsi all'assaggio ragionato della birra, giusto?
Io non mancherò!

"Dev'essere stato un uomo saggio ad inventare la birra".
Platone

Dove sono finiti i fondi generati dall'aumento dell'età pensionabile delle donne?

Un gruppo di associazioni femminili e femministe, A.F.F.I., Amiche ABCD, Arcidonna, Aspettare Stanca, Donne della Banca d’Italia, CEMP (Milano, Consultorio familiare privato Laico) , Cittadinanza Attiva, Corrente Rosa, Diversamente Occupate, Donne della Banca d’Italia, Donne in Quota, Donne in volo, Filomena, Gruppo Maternità & Paternità, Innovatori Europei, Leipuò, Lucy e Le altre, Ozio Creativo Society, PariMerito, Pari o Dispare, Rete per la Parità, Udi Nazionale, Usciamo dal silenzio, Valore D, ha sollevato la questione della destinazione dei fondi generati dall'aumento dell'età pensionabile delle donne.
Il Governo si era impegnato ad utilizzare i risparmi che ne derivano, circa 4 miliardi in dieci anni, per interventi dedicati a favorire l'inclusione delle donne nel mercato del lavoro e per conciliare i tempi di vita e di lavoro.
Non si capisce dove siano finiti questi soldi!

APPELLO.
QUATTRO MILIARDI (ERANO) TUTTI PER NOI:
GIU’ LE MANI DAI FONDI GENERATI DALL'AUMENTO DELL'ETA’ PENSIONABILE DELLE DONNE

E’ in atto un grave furto alle donne italiane, che rischia di passare inosservato.
Il Governo, con l'aumento dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego (come da standard europei), si era impegnato ad utilizzare i risparmi che ne derivano - 4 miliardi circa in dieci anni - per interventi dedicati a favorire l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro, per la conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro e per il fondo non autosufficienza.
Quattro miliardi nei primi dieci anni e, dopo, 242 milioni di euro a regime ogni anno: sono cifre che mai le donne italiane hanno potuto anche solo sognare.
Dobbiamo difendere questo tesoro: consentirebbe alle donne italiane e a tutto il Paese di rimettersi in marcia verso gli obiettivi europei, non solo in termini di equiparazione femminile, ma anche di crescita economica. L'Italia stenta a crescere e non può quindi ignorare ciò che è universalmente riconosciuto: il miglior ricostituente per lo sviluppo è un tasso di occupazione femminile elevato.
4 miliardi in dieci anni per 4 obiettivi:
- un programma pluriennale di investimento pubblico e tracciabile dei “nostri” quattro miliardi
- più servizi per la conciliazione di tipologia diversificata
- più misure a favore dell’inclusione delle donne nel mercato del lavoro a tutti i livelli
- chiara identificazione dei rappresentanti politici e sindacali che realmente si impegnano a sostenere il programma per le donne italiane
Noi che firmiamo questo appello ci mobilitiamo per una azione politica – pubblica e visibile - contro un furto insopportabile per le cittadine di questo paese, irreparabile se dovesse giungere a compimento. Persi questi soldi, sarebbe davvero difficile continuare a parlare di misure per la conciliazione e politiche di inclusione femminile.
Via Ernest

Nuovo sito del film "E fu sera e fu mattina"

Vi invito a visitare il nuovo sito del film "E fu sera e fu mattina", per la regia di Emanuele Caruso, che, come l'opera precedente del regista albese, "Elogio alla solitudine", avrà una colonna sonora firmata Filippo Cosentino.

 
Sostieni il progetto

4 SI "per quelli che passeranno"

Dicono che il tempo cambi le cose,
ma in realtà le puoi cambiare solamente tu. 
 (Andy Warhol)

20 risposte a 20 domande

Fonte: dalla rete
Bella l'idea di Pa del blog manieossessionicolpidifulmine.
Dunque lo faccio, mi auto-intervisto (e non è nemmeno la prima volta!)

Hai un soprannome? E se sì, ci racconti come è nato?
Per la verità, ne ho più d'uno: koalina, marmotta, scoiattola. Ho il forte sospetto di essere un animaletto piccolo, tenero e pelosetto.
Come è iniziato il tuo blog?
Mi è stato regalato nel 2004: il primo approccio alla rete, che poi è diventata una grandissima componente della mia attività lavorativa.
Da piccolo/a cosa volevi diventare?
Alle elementari, un'archeologa: sogno molto comune. Fortunatamente poi ho cambiato idea; sono sicura che non avrebbe fatto per me aggirarmi fra mummie e scheletri. Preferisco di gran lunga le chiacchiere coi vivi.
Se potessi essere il/la protagonista di un film, chi saresti?
Jo di Piccole donne o Elzabeth Bennet di Pride and Prejudice. Beh, sono personaggi di libri, ma io non vedo molto la tv. E poi sono stati tratti dei film da questi libri!
Cosa fa di un giorno come tutti gli altri un giorno di vacanza?
La possibilità di distrarsi.
La mansione che ti piace di più svolgere al lavoro.
Parlare con la gente.
Qual è la musica che ti fa ballare?
Le canzoni dei Black Eyed Peas!
Una cosa che da piccolo/a ti faceva tantissima paura.
Il terremoto... brr...
Quello che più ti terrorizza ora che sei grande.
"Il silenzio dei giusti", come disse Martin Luther King.
Il libro che regaleresti al tuo migliore amico.
"Il cervello delle donne" di Louann Brizendine. Ma, visto che ce l'ho, per ora lo presto; finché mi torna, voglio dire.
Sei un/una nerd?
Certo che sì!
Qual è lo sport che ti sei rassegnato/a a fare per far finta di non essere un/una nerd?
Yoga. Ma... conta come sport? Mah!
Se tu fossi un pittore, che cosa raffigurerebbero le tue tele?
Volti di donne, fiori e spirali.
Twin Peaks: quale era il tuo personaggio preferito (non per forza quello in cui identificarsi)?
Non mi ricordo i personaggi, ho la memoria di un babbuino morto...
Come sei vestito/a in questo momento? E, se potessi scegliere, cosa indosseresti per tutta la vita?
Pantaloni color fango coi tasconi, maglietta a fiorellini e giubbotto bianco di lino. Scarpe viola col tacco. Se dovessi scegliere qualcosa da indossare per tutta la vita probabilmente direi un vestito di lino chiaro.
Il cibo di cui non riesci a fare proprio a meno.
Carne cruda di fassone battuta al coltello e tiramisù!
Il difetto che più ti fa impazzire nella persona amata.
La testardaggine. (perdonami, amore!)
Descrivi cos'è, per te, un momento di felicità perfetta.
E' la domanda più difficile dell'intervista. Forse posso fare un esempio anziché descrivere cos'è. Dunque. Un momento di felicità perfetta prevede me e il mio amore da soli in mezzo alla natura (mare, montagna, lago fa lo stesso), senza telefoni che squillano, e possibilmente abbracciati e in silenzio.
Stai detestandomi per questa rottura di palle dell'intervista? Ti starò ancora simpatica o hai capito solo adesso quanto posso essere rompicoglioni?
Ammetto di averne le palle piene. Con simpatia :-)
I bambini, sono di sinistra?
Quelli di sinistra, sì. Gli altri a un anno sono già dipendenti dalle scarpine di Prada. Argh! Naturalmente è colpa dei genitori. Un po' tutto, in fondo, è colpa dei genitori...

Un'emozione intensa

Eccomi in versione cantante
Come promesso, ecco qualche considerazione sul saggio degli allievi dell'Associazione Milleunanota. La prima è che mi sono divertita, non avrei mai pensato di cantare in pubblico fino a pochi mesi fa, e poi eccomi lì, di colpo, con un microfono davanti e un sottofondo invitante a cui non si poteva resistere. Mi sono sentita subito a mio agio, anche perché ad accompagnarmi c'era il mio Fil (e poi altri studenti del laboratorio di musica d'insieme, che sono stati bravissimi); c'è poco da dire, ci siamo emozionati, è stato bello. La serata in generale è andata molto bene, è stata davvero una festa. Sono contenta ^_^

Da notare l'aria ispirata

Visto che c'era grande attesa nei commenti al post precedente, vi racconto anche come ho deciso di vestirmi per il saggio, sperando che lo stile un po' anni '50 che ho scelto vi piaccia. I sandali sono Rokail, l'abito Sisley e l'anello (che si vede poco purtroppo), Lés Néréides.

Con la mia "band"

Les Néréides

Che scoperta, sabato mattina, i gioielli Les Néréides!

Estrosi, romantici e moderni allo stesso tempo.

Il mio primo acquisto è stato un anello della collezione Il n'y a plus de saisons.

Temo proprio che non mi fermerò qui...

I tuoni mi fanno un po' paura...

Pulce

Sincerità di San Francisco

Gesù Maria gli domandò: "Che cosa hai provato quando la faccenda accadde? Quando promettesti quel candeliere a San Francisco e il cane cominciò a star bene, che cosa hai provato? Non hai avuto nessuna visione santa?"
Il Pirata cercò di rammentare.
"Non credo", rispose. "Forse ho avuto una piccola visione... Forse ho visto San Francisco che camminava nell'aria ed era splendente come il sole..."
"E non riesci a ricordartelo?", disse Pilon.
"Sì, credo di sì," il Pirata disse. "San Francisco suppongo, mi ha guardato... E dopo mi ha sorriso, dal buon santo che è... E allora io ho capito che il miracolo era fatto. - Sii buono coi piccoli cani, sudicione, - mi ha comandato il Santo."
"Ah, sudicione ti ha chiamato?", osservò qualcuno.
"Bene, suppongo che lo ero," il Pirata disse. "San Francisco non è un santo bugiardo."

Da "Pian della Tortilla" - John Steinbeck

A sheep and a cat

Cucù!

Pulce

9 giugno: religiosi a pane e acqua per salvare l’acqua pubblica. L’appello di padre Zanotelli e padre Sella

Il logo dell'iniziativa
Un giorno di digiuno per salvare l’acqua. L’appuntamento è a Roma in Piazza San Pietro: sono chiamati ad aderire sacerdoti, suore, missionari.

Info su: MicroMega - 9 giugno: religiosi a pane e acqua per salvare l'acqua pubblica. L'appello di padre Zanotelli e padre Sella

da nigrizia.it

Emoticons From Italian Cinema: happyness

Dalla quotidiana visita al Blog dell'Alligatore, vengo a conoscenza di un'iniziativa molto simpatica, intitolata Emoticons From Italian Cinema.
Il progetto è stato presentato ieri alla 54^ Biennale di Venezia: si tratta di brevi spezzoni tratti dai film del grande cinema italiano che possono essere utilizzati al posto delle emoticons nelle chat, nelle email, nei blog ecc.
Io ho scelto un'immagine tratta da La grande strada azzurra di Gillo Pontecorvo, del 1957, un film che non ho mai visto (ma ormai lo dovrò vedere!): esprime alla perfezione la mia idea di felicità!

Ad Alba “Voci nel silenzio. La violenza nega l’esistenza”

Sabato 11 giugno mostra in piazza Savona e costituzione della rete locale a tutela delle donne vittime di violenza 

Dopo aver fatto tappa nelle principali città piemontesi, giunge ad Alba “Voci nel silenzio. La violenza nega l’esistenza”, il primo grande evento di piazza sulla violenza domestica: con un allestimento dal fortissimo impatto emotivo, si darà voce ad un problema grave e sommerso.
L’inaugurazione è prevista per le ore 10.30 di sabato 11 giugno in Piazza Savona ad Alba con l’apertura della “Maratona di letture” da parte delle Autorità locali che presteranno la propria voce, insieme ad alcuni studenti e studentesse delle scuole superiori locali, per leggere storie e testimonianze di violenza domestica. La “Maratona di letture” proseguirà nel pomeriggio a partire dalle ore 17.30 con la partecipazione di numerosi esponenti della società civile, rappresentanti di enti e di associazioni, giornalisti, operatori del territorio, volontari e semplici cittadini che abbiano voglia di prestare la propria voce alle vittime di violenza domestica.

L’evento sarà preceduto dalla firma del Protocollo d’intesa per la costituzione della “Rete territoriale a tutela delle donne vittime di violenza e dei loro bambini”. Alle ore 9.00 i rappresentanti degli Enti ed Istituzioni coinvolte (Comune di Alba, Consorzio socio assistenziale Alba, Langhe e Roero, A.s.l. cn2 Alba – Bra, Consulta comunale pari opportunità della città di Alba, Compagnia carabinieri di Alba, Procura della Repubblica di Alba, Ordine degli avvocati di Alba) si ritroveranno nella Sala del Consiglio comunale in piazza Risorgimento per concretizzare la rete di collaborazioni tra servizi, istituzioni ed volontariato locale tese a ad affrontare il fenomeno della violenza alle donne con modalità condivise e obbiettivi comuni.

Con la campagna “Voci nel silenzio. La violenza nega l’esistenza” la Regione Piemonte – Assessorato alle Pari opportunità e la Città di Alba, con la collaborazione della Consulta Comunale Pari Opportunità e della Provincia di Cuneo, “mettono in piazza” un problema poco conosciuto dall’opinione pubblica, ma che coinvolge milioni di persone, in prevalenza donne: la violenza domestica.  “Voci nel silenzio” punta su un allestimento di grande impatto: sagome di donne di colore viola e bianco, ad altezza e grandezza naturale, hanno il compito di far emergere dal silenzio le storie vere, raccolte con la collaborazione delle associazioni, dei servizi e delle forze dell’ordine, di donne che negli ultimi anni in Italia hanno subito abusi, percosse, ricatti economici e psicologici fra le mura della propria casa.
Accanto alle sagome un punto informativo con materiali di approfondimento, per far conoscere gli strumenti concreti per contrastare la violenza domestica e fornire gli indirizzi dei servizi presenti sul territorio ai quali chi è vittima di violenza può rivolgersi per ricevere un aiuto concreto.

La campagna “Voci nel silenzio” (che ha ottenuto il patrocinio del Ministro per le Pari Opportunità e del Segretariato Sociale Rai) si ispira liberamente al Format internazionale “Silent Witness-Testimoni Silenziose”, nato nel 1990 negli Stati Uniti, innovandone i contenuti. Alla denuncia delle morti per violenza domestica, esposta sulle sagome viola, “Voci nel silenzio” affianca le storie “bianche” di donne sopravvissute grazie all’aiuto dei servizi e delle forze dell’ordine: un messaggio positivo, di speranza, per tutte le donne che non sono ancora uscite dalla spirale di violenza, per tutte le persone responsabili di atti di violenza e per quanti vorranno offrire il proprio supporto nell’aiutare le vittime a denunciare gli abusi.

Partita da Torino nel marzo 2009, la campagna “Voci nel silenzio” ha fatto tappa nelle piazze delle principali città del Piemonte, ed è stata ospitata a Cuneo il 16 e 17 ottobre 2009 in Piazza Galimberti. Grazie alla collaborazione tra Regione Piemonte e Città di Alba, la campagna viene accolta l’ 11 giugno dalle 10.30 alle 19 ad Alba in Piazza Savona.

Il peggio giornalismo: Miss Italia torna single, ma con 10 chili in più

Se un giornale come La Stampa fa un servizio così, siamo veramente caduti in basso: Miss Italia torna single, ma con 10 chili in più

Cito: "La bella Miss, infatti, è ingrassata di 10 chili, ma nonostante tutto continua a sognare e a sperare di poter ancora realizzare i suoi progetti".
Ma forse è meglio ancora se vi prendete il (dis)piacere di leggerlo.

Bottino Ikea

Forse non sara' il modo più "politically correct" per passare la festa del 2 giugno (a proposito: auguri!), ma ne avevo bisogno e oggi sono andata all'Ikea (non curante del pericolo, che donna coraggiosa!). Bottino: uno specchio con cornice a forma di cuore rosso, quattro tovagliette, tovaglioli di carta gialli a volonta', un appendino per cinture, uno scolapiatti d'acciaio e un divano letto a due posti. E un tappeto rosso pelosetto. Non male, giusto? Ho dimenticato qualcosa?

Latte, grammatica e cinema

Fonte: dalla rete
Quando ho scoperto che oggi è la Giornata mondiale del latte, grazie a La Stampa, ho subito pensato che una che come me ne beve circa un litro al giorno (freddo, di frigo), che nel suo blog originario aveva addirittura una categoria dedicata alle mucche (!) e in casa ne ha una collezione sterminata (no, non quelle vive, diciamo... dei gadget) non avrebbe potuto esimersi dal postare sul tema. Problema: ma cosa dire del latte? Beh, chiaro, che lo adoro! E poi?...
Senza saperlo, ho seguito il terzo dei 4 consigli di Beppe Severgnini per scrivere meglio (anche) sul web (e non vi dico qual è, così vi costringo a leggerli, come sono crudele! è che se potessi costringerei chiunque scriva a tatuarsele sulle mani per non correre mai il rischio di dimenticarsene...)
Finché non scopro che al cinema Moretta questo fine settimana proiettano Il gioellino: ecco cosa scrivere. Che voglio proprio andare a vederlo. E voi?

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